Uno dei miti della maternità riguarda il periodo dopo il parto.
Questo periodo nell’immaginario è sempre felice e gioioso, il clima intorno alla coppia è di festeggiamento per la nascita, ma non si considera quale possa essere lo stato emotivo della mamma.
Una donna, in realtà, vive stati emotivi complessi e delicati nel realizzare il suo nuovo ruolo di mamma.
Ecco perché è necessario parlare di due condizioni in cui potrebbe ritrovarsi : Maternity Blues e depressione post-partum.
La donna può andare incontro a sentimenti di frustrazione,impotenza, insofferenza nei confronti del proprio bambino.
In particolare, potrebbero sopraggiungere in situazioni caratterizzate da un’importante fatica, ad esempio se il bambino non dormisse, non mangiasse o non riuscisse ad attaccarsi al seno, piangesse continuamente oppure se la donna sentisse dolore durante l’allattamento, non riuscisse a dormire o mangiare.
Gli stereotipi legati al periodo perinatale sono molti e sono gabbie dalle quali è importante che le stesse donne possano allontanarsi per permettersi di mostrare e manifestare le reali emozioni legate a questo momento di estremi cambiamenti.
Vediamo nel dettaglio cosa sono e quali sono le differenze tra Maternity Blues e depressione post-partum.
Cos'è il Maternity Blues
Il Maternity Blues, o lacrime del latte, rappresenta una condizione parafisiologica che si verifica nel periodo immediatamente successivo al parto e migliora in pochi giorni (solitamente una settimana).
La donna può manifestare crisi di pianto, sbalzi di umore, tristezza e affaticamento, dati anche dalla riduzione del sonno.
Si dice parafisiologica perché è legata al calo improvviso degli ormoni che si realizza dopo il parto.
Viene chiamata anche “lacrime del latte” perché tendenzialmente si presenta intorno al terzo giorno dopo il parto, in concomitanza con l’arrivo della montata lattea e delle dimissioni.
Le dimissioni hanno un ruolo importante nello stato emotivo della donna.
Ci si può sentire da soli e senza rassicurazioni rispetto a quelle che possono essere le preoccupazioni caratteristiche di questi primi momenti: “Starà bene? Si attacca bene? Sto facendo bene? Gli sto cambiamento bene il pannolino? Il cordone ombelicale è messo bene? Avrà caldo/freddo”.
È importante poter condividere paure e stati emotivi con le persone che si hanno accanto e si percepiscono supportive e accoglienti.
Piangere aiuta a far uscire il nostro mondo interno.
Se la donna, per prima, non se ne spaventa, può rappresentare un’importante esternazione di ciò che sta vivendo.
Cos'è la depressione post-partum
Si parla di depressione post-partum, quando i sintomi percepiti immediatamente dopo il parto si ripresentano in modo più intenso e interferiscono su tutta la giornata per un tempo continuativo di 2 settimane.
I sintomi più comuni sono:
- labilità emotiva
- deflessione dell’umore
- sentimenti di inadeguatezza
- senso di vuoto
- autosvalutazione e colpa
- irritabilità
- alterazione del ritmo sonno-veglia
- alterazione della fame
La depressione post-partum può esordire 3-4 settimane dopo il parto e i sintomi possono aumentare gradualmente manifestandosi verso il 4-5 mese.
Solitamente, l’emozione alla base della depressione post-partum è la tristezza.
Ma cosa ci sta segnalando? Può segnalare perdita: perdita della pancia, della propria libertà, della vita precedente, delle attenzioni delle persone intorno, del lavoro, della relazione col compagno e molte altre.
Le emozioni che si sperimentano rendono difficile anche la relazione con il proprio bambino che si tramuta in una fatica a rispondere al bisogno di cura che richiede.
Si potrebbe provare rabbia per le continue richieste, oppure potrebbe manifestarsi in un evitamento della vicinanza e della relazione fisica ed emotiva con il proprio bambino.
È molto importante lavorare sul recupero del sonno che è considerato uno dei precursori dei disturbi dell’umore.
Quando non si dorme tutto è amplificato, tutto sembra ancora più difficile.
Ciò che si affronta nel quotidiano diventa faticoso su un piano mentale oltre che fisico, lo si percepisce insormontabile e gli si attribuiscono nostre letture che sono amplificate dall’assenza/riduzione di sonno.
Quali sono le differenze
Come abbiamo già visto, Maternity Blues e depressione post-partum sono due condizioni simili ma distinte che non vanno confuse con le tipiche alterazioni emotive che si possono realizzare dopo il parto.
Le differenze tra Maternity Blues e depressione post-partum riguardano:
- la causa scatenante
- il momento di insorgenza
- l’intensità delle emozioni che si sperimentano
- durata e interferenza nel quotidiano
- manifestazioni comportamentali, anche rispetto alla relazione con il proprio bambino.
È importante che le persone intorno alla neomamma osservino i cambiamenti che possono emergere e che la aiutino a chiedere aiuto.
Spesso gli stereotipi legati al periodo perinatale portano la donna a vergognarsi di quello che sente e a nasconderlo per il timore del giudizio o di allarmare.
Evitare di isolarsi e condividere ciò che si prova sono passi importanti per riconoscere quali emozioni sono comuni e per muoversi verso una cura di sé stesse oltre che del proprio bambino.