Cambiamenti psicologici in gravidanza: tutte le fasi

Durante la gravidanza la donna e la coppia vivono significativi cambiamenti psicologici ed emotivi. 

I tre trimestri hanno caratteristiche simili e allo stesso tempo distinte. La donna sperimenta  modificazioni corporee e ormonali ma ha anche bisogno di un’elaborazione psicologica di quello che una gravidanza significa e comporta. 

Nella società odierna ci si aspetta che la donna ricopra ogni ruolo della sua vita esattamente nel modo in cui faceva prima della gravidanza e sostenendo costantemente anche gli stessi ritmi. 

È importante potersi autorizzare a smantellare questa aspettativa esterna focalizzandosi su di sé e sul proprio bisogno e riconoscerlo come un mito che necessita di essere rivisto anche proprio da noi donne. 

Primo trimestre

Viene chiamato il trimestre dell’ovattamento.

La donna ancora non realizza cosa le sta succedendo, iniziano le nausee, aumenta il bisogno di sonno e le emozioni sono contrastanti.

Nella società odierna in cui la maggioranza delle gravidanze sono pianificate, per quanto la coppia l’abbia cercata, voluta e desiderata, in un primo momento ci si può sentire smarrite.

In questa fase, la donna vive i primi cambiamenti legati alla gravidanza, per questo possono insinuarsi una serie di preoccupazioni insieme all’entusiasmo e alla gioia del momento.

Lo voglio veramente? Sarò in grado? Quanto cambierà il mio fisico? Quanto cambierà il mio rapporto di coppia?  La nostra sessualità?  Il lavoro? I rapporti con la mia famiglia di origine?

È un periodo in cui il corpo invita la mamma a rallentare in seguito alle nausee e alla stanchezza.

È ancora difficile realizzare e concedersi di essere entusiasti della possibile gravidanza, perché è il periodo più a rischio. 

Rappresenta l’inizio del viaggio in cui si iniziano a percepire i cambiamenti a cui bisogna adattarsi. Sia a livello individuale sia a livello di coppia.

La donna fisicamente inizierà a ricevere segnali che qualcosa sta cambiando, per il compagno/a è diverso: inizia ad affacciarsi una consapevolezza mentale ma non fisica.

Questo potrebbe rendere più difficile una sintonia rispetto agli aspetti di coppia e alla sessualità.

Secondo trimestre

È il trimestre in cui si inizia a stabilire una relazione concreta tra la mamma e il bambino e si creerà il processo del bambino immaginario.

Iniziano ad esserci dei cambiamenti concreti e la paura del primo trimestre lascia spazio ad una maggiore serenità ed entusiasmo.

La mamma vive i cambiamenti psicologici in questa fase della gravidanza con maggiore stabilità emotiva e un maggiore senso di benessere fisico.

Si percepiscono cambiamenti nel corpo, la pancia cresce maggiormente e iniziano ad essere presenti i movimenti fetali.

Il momento esatto in cui si inizieranno a sentire è variabile e soggettivo ma, dal momento in cui si inizieranno ad avvertire, accompagneranno tutta la gravidanza. 

Si creerà il processo del bambino immaginario, la mamma inizierà a fantasticare sul bambino, a idealizzarlo, immaginando proprio caratteristiche di personalità (sarà un musicista perché quando ascolto la musica si rilassa; sarà una peste perché si muove tutta la notte; adorerà i libri perché quando leggo si tranquillizza). 

Questo processo aiuta la mamma a pre-incontrare il proprio bambino nel tentativo di essere più consapevoli di quello che l’aspetta dopo il parto.

Si inizierà ad instaurare una relazione profonda con il bambino.

Rispetto alla relazione di coppia è il trimestre in cui il compagno inizia a vedere e percepire tutti i cambiamenti fisici e corporei della mamma e quindi è come se iniziasse a realizzare quello che la mamma ha iniziato a percepire già dal primo trimestre.

Ultimo trimestre

È il trimestre in cui ci si prepara alla separazione e a tutti gli aspetti concreti che riguarderanno la vita di mamma, papà e bimbo: dal parto, alle visite, alla stanza, ai vestiti, al passeggino. 

Si inizia a creare uno spazio fisico e anche mentale che continuerà anche dopo il parto, iniziando a riconoscersi come madre. 

Proprio per questi cambiamenti, oltre che dal punto di vista ormonale, emotivamente si potrebbe percepire un’ambivalenza emotiva simile a quella sperimentata nel primo trimestre.

I cambiamenti psicologici vissuti in questa fase sono la gioia e il desiderio dell’incontro che potrebbero essere accompagnati da paure e preoccupazioni legate al parto, alla salute propria e del bambino, a quello che sarà la vita dopo il parto. 

Quest’alternanza di emozioni è naturale in gravidanza e anche nel post-partum.

Riconoscere, accogliere, normalizzare e condividere il mondo interno di ciascuno aiuta a sintonizzarsi con le proprie emozioni e a consentirgli di fluire in una condivisione in cui non ci si senta sole. 

La mamma potrebbe sentirsi più stanca e appesantita con una maggiore voglia di arrivare velocemente al giorno del parto.

Potrebbe essere importante potersi ritagliare degli spazi propri di ascolto, in cui fermarsi e ascoltare ciò che sta accadendo dentro di sé a livello emotivo, di pensiero, corporeo e di relazione con il proprio bambino.

È uno spazio che aiuta la mamma ad avere momenti di elaborazione e realizzazione di questo passaggio che sono rari e difficili da ritagliarsi nella società odierna che richiede di mantenere sempre e costanti i ritmi. 

La coppia in questo trimestre è totalmente allineata.

Le emozioni si possono compensare e si è sintonizzati verso l’inizio di una nuova vita insieme.