L’ansia post-partum

La maggior parte della letteratura si è concentrata sulla depressione, lasciando in secondo piano la presenza dell’ansia post-partum e, più in generale, in epoca perinatale.

Normali preoccupazioni sono presenti nel periodo perinatale, possono riguardare la salute del neonato, la gravidanza o nascita, le proprie capacità genitoriali oppure il proprio corpo che cambia, la relazione con il compagno, il lavoro, le finanze.

Quando queste preoccupazioni interferiscono con il nostro quotidiano creando un intenso disagio, allora meritano un’attenzione particolare.

L’ansia è spesso sottostimata dai genitori stessi, portandoli a nascondere tutti gli stati emotivi più negativi per il timore del giudizio altrui. 

Inoltre, la persona con uno stato ansioso continua a funzionare nel suo quotidiano, seppur con una difficoltà estrema. 

Quindi, anche all’esterno risulta meno visibile la necessità di un aiuto.

Vediamo nel dettaglio cos’è l’ansia post-partum e come affrontarla.

Caratteristiche dell’ansia post-partum

L’ansia può essere legata alla preoccupazione di non essere adeguati all’aspettativa dell’altro, col conseguente timore di essere valutati sulle proprie capacità genitoriali.

Tale preoccupazione potrebbe tramutarsi in un evitamento delle occasioni di condivisione e di supporto, ad esempio, evitando di partecipare ad incontri con altri genitori per paura di una valutazione negativa.

Un altro aspetto che abbiamo già visto anche nei precedenti articoli riguarda i diversi cambiamenti che la donna attraversa dopo la nascita di un figlio.

Il cambio di ruolo (figlia e madre), le numerose richieste del bambino, le ulteriori responsabilità finanziarie e la mancanza di sonno rendono maggiormente suscettibili le neomamme a sviluppare un disturbo d’ansia. 

Inoltre, sentirsi completamente dedite alla cura del proprio figlio è un altro elemento alla base di stati ansiosi.

Sentirsi costretta, sentire di aver perso la libertà, la vita, il tempo autonomo precedente alla gravidanza, il timore del giudizio di sé con ricerca dei segni di rifiuto da parte degli altri, potrebbe portare la mamma ad eliminare la socializzazione e il coltivare le relazioni interpersonali 

Infine, alcuni tratti di personalità possono impattare sullo stato emotivo delle donne dopo il parto. Infatti, essere maggiormente tendenti alla perfezione ha un effetto negativo sul benessere delle donne dopo la nascita del proprio figlio.

Il bisogno che tutto sia sempre perfetto porta le donne a sperimentare alti livelli d’ansia poiché, inizialmente, la cura di un figlio stravolge il quotidiano e non consente più l’organizzazione e la metodicità nella ricerca della perfezione seguite prima del parto.

Indicatori

Alcuni segnali della presenza di uno stato ansioso potrebbero includere:

  • Agitazione o irrequietezza, che potrebbero manifestarsi con nervosismo o una costante preoccupazione. 
  • Il pianto, che spesso viene automaticamente collegato alla depressione, andrebbe maggiormente approfondito. Infatti, spesso le preoccupazioni per la propria salute o quella del bambino possono diventare eccessive promuovendo e sostenendo uno stato di labilità emotiva.
  • Continue domande ipotetiche rispetto a cosa potrebbe succedere se/sarebbe potuto succedere se, numerose chiamate ai curanti tra un colloquio e l’altro, visite di controllo più frequenti della prassi e un’eccessiva richiesta di rassicurazioni legata a pensieri fissi e interferenti.
  • Comportamenti di controllo eccessivo sul bambino per verificare che stia bene e sia sano.
  • Sintomi di evitamento: saltare gli appuntamenti per la preoccupazione dell’interazione con gli operatori sanitari temendo il loro giudizio; o ancora per paura di lasciare la propria casa; o per paura che rivelare i propri pensieri ansiosi o catastrofici ad un medico possa attivare la scelta di allontanare il neonato da lei.

Come affrontare l'ansia post-partum?

E’ importante trattare i disturbi d’ansia sia per il benessere della mamma sia per quello del bambino. 

La fatica che si percepisce porta a sentire ogni situazione che si deve affrontare ancora più complicata di quanto sarebbe.

La mamma sente un peso enorme su di sé ed è importante che possa condividere quello che sta sperimentando.

La condivisione può rappresentare un punto di partenza importante perché aiuta a non sentirsi soli e a realizzare che le preoccupazioni che si stanno vivendo sono le stesse di altre mamme.

In psicoterapia è importante potersi prendere cura di quel pezzettino di mamma spaventata e capire cosa ci sta comunicando.

Ad esempio, i bisogni di perfezionismo, di controllo, di rassicurazione potrebbero parlare della fatica a stare con le situazioni di incertezza che hanno un significato differente per ciascuno. 

Riconoscere che l’ansia, così come tutte le altre emozioni, sta mostrando un significato legato al nostro modo di leggere il mondo, ci può aiutare a separare l’emozione dalla realtà.