Il rientro al lavoro dopo la maternità può essere un momento di forte stress: il senso di abbandono del bambino, lo stress lavorativo, la paura, e tanto altro.
Vediamo assieme alcuni consigli per affrontare il rientro al lavoro in modo sereno e funzionale sia per la mamma che per il proprio bambino.
Il rientro a lavoro da neomamma
Il rientro al lavoro può rappresentare un momento denso di altalene emotive: dal senso di colpa e tristezza per la separazione dal proprio figlio alla gioia per il riappropriarsi di un pezzo di vita soddisfacente e in cui ci si sente realizzate.
Insomma, le emozioni possono essere davvero tante!
Come per tutti i momenti trascorsi dall’inizio della gravidanza, anche questo passaggio rappresenta un cambiamento che richiede una ristrutturazione del precedente equilibrio: una nuova organizzazione, nuove figure e nuovi luoghi.
Si tratta di un’evoluzione importante sia per la mamma sia per il bimbo.
Al tempo stesso, la maternità può rappresentare anche una fase in cui si rivedono le proprie priorità e si restituisce maggiore importanza al proprio benessere.
Possono subentrare pensieri del tipo “se devo stare lontana dal mio bambino per tutto questo tempo ne deve valere la pena, devo essere soddisfatta!” per lui la donna potrebbe realizzare di desiderare un altro spazio lavorativo.
È una fase spesso carica di emozioni di paura in quanto ci si sente costrette e si teme rispetto al futuro. Può rappresentare però una spinta propulsiva rivolta verso la costruzione di qualcosa di differente, che nutre e soddisfa anche la parte dell’identità lavorativa della mamma.
Ansia da separazione
Il momento di distacco dato dal rientro al lavoro della mamma rappresenta una separazione non solo per il bimbo ma anche per la mamma. Per questo è fondamentale ascoltare, accogliere e prendersi cura di tutte le emozioni che si manifestano in questi momenti.
Possono entrare in gioco diversi aspetti, tra cui:
- la paura e la preoccupazione di un distacco troppo precoce
- il timore che il nostro bimbo non sia accudito in modo soddisfacente
- la paura di “perdersi” dei momenti importanti
- la preoccupazione che le emozioni del bimbo suscitate dal distacco possano interferire con la relazione
Il senso di colpa ci porterà a interpretare ogni comportamento del bimbo a conferma di qualcosa che riteniamo sbagliato e che potrebbe essere causa di una rottura nella relazione: non mi guarda allora è arrabbiato con me, vuole continuare a stare al nido e allora con me non sta bene, e così via.
È importante riconoscere che le proteste dei bambini sono sane e necessarie proprio al fine di potersi ritrovare nel momento del ricongiungimento. Dobbiamo cercare di autorizzarle e aiutare i nostri figli a verbalizzarle. Con il tempo il bambino acquisirà i suoi modi per affrontare i momenti di separazione e sentire la nuova routine e le figure di riferimento come sicure e accoglienti.
Ma il genitore? Forse quei timori e quel senso di colpa parlano anche di lui e della sua storia. Consentiamoci di ascoltare anche le nostre emozioni e di provare a comprendere quello che ci stanno dicendo.
C’è un tema di fiducia nel separarmi da mio figlio? Il timore di perderlo? Il timore di far del male al mio bimbo?
E se il senso di colpa e il timore non fossero emozioni presenti? Va benissimo. Anche questo parla di noi e del fatto che evidentemente il momento del rientro al lavoro ha una valenza diversa per noi.
Diverso non vuol dire peggiore, proviamo a lasciare andare il confronto e autorizziamoci a dare spazio al nostro unico e inimitabile sentire.
Ansia da prestazione al lavoro
La nostra società non è family friendly e spesso le donne si trovano a dover sopperire alle stesse richieste lavorative pre-gravidanza, ma questa volta con una realtà completamente diversa e con un bambino da gestire.
Per quanto ci si possa organizzare, la vita viene stravolta e spesso si può essere in fatica nel riuscire a conciliare tutto.
A volte, si sente anche il bisogno di performare ancora di più per doversi riconquistare la stima e la fiducia, come se aver avuto un figlio potesse sottrarre qualcosa a quella parte di sé legata all’identità lavorativa.
È importante partire da noi, riconoscere di quale pezzettino della nostra storia ci stanno parlando le nostre emozioni così da provare a spogliarsi di tutte le aspettative, nostre e di quelle che percepiamo dall’esterno.
Diamoci il tempo per ritrovare un nuovo equilibrio anche rispetto alla parte lavorativa. Se siamo noi le prime a concedercelo e a rispettarlo, potremo raggiungere nel tempo lo stesso risultato anche da capi e colleghi.
Alcuni consigli su come affrontare il rientro al lavoro
Da genitori possiamo adottare alcune strategie per accogliere e coccolare le emozioni che emergono in questo momento di vita:
- Provare a ritagliarsi dei momenti affettivi con il nostro bimbo
- Prepararsi e preparare il bimbo al cambiamento a seconda dell’età: libri, visita degli spazi e conoscenza delle persone o luoghi in presenza della mamma. Questo punto aiuta mamma e bambino a sviluppare fiducia e sentirsi maggiormente al sicuro;
- Consentire, accogliere e validare tutte le emozioni che possono emergere, incluse quelle di protesta e che potrebbero anche manifestarsi come “fasi regressive”. Sono importanti per il bimbo e transitorie e accettarle fa parte del cambiamento;
- Stabilire delle routine alla separazione che possono includere anche oggetti, pupazzi, copertine o foto da lasciare al bimbo per i momenti di difficoltà;
- Salutare sempre il bimbo al momento del distacco e non prolungarlo così da consentire a lui e a noi di ritrovare accoglienza nel luogo e nelle persone con cui siamo;
- Al momento del ricongiungimento consentirsi un momento affettivo di abbraccio e vicinanza per ritrovarsi e allentare la fatica del distacco giornaliero.
Ti vengono in mente altre strategie che hanno aiutato il momento di distacco con il tuo bambino dovuto al rientro al lavoro dopo la maternità?