Senso di colpa materno: cos’è e come affrontarlo

Quando nascono una mamma e un papà, nasce anche il senso di colpa.

Il cammino nell’essere genitori è spesso caratterizzato dal sentirsi sbagliati, da un senso di inadeguatezza e dall’aver paura di commettere grandi sbagli con i propri figli: se allatto il mio bambino potrebbe essere troppo attaccato a me, viceversa se non lo allatto potrei privarlo delle risorse nutritive; il lavoro mi toglie del tempo e mi fa trascurare mio figlio, ma se non lavoro sono sempre a casa e mi annoio; e così via.

Vediamo insieme cos’è e come affrontare il senso di colpa materno.

Cosa ci sta comunicando?

Spesso si parte da un’aspettativa che poi viene messa in discussione dalla realtà e questo porta a sentirsi non perfetti, inadeguati e fa affiorare la rabbia e il senso di colpa.

Abbiamo un nostro ideale che spesso si confronta con ideali culturali di cui siamo bombardati e che mettono in discussione il nostro punto di partenza, facendo emergere un senso di inadeguatezza e di colpa. 

Ad esempio, inizialmente potremmo pensare di riuscire a conciliare l’essere mamma con una brillante carriera lavorativa, ma poi ci confrontiamo con una cultura che chiede di mettere al primo posto o l’essere genitore o la carriera.

Quando lasceremo il bimbo per andare al lavoro sentiremo di fare la cosa giusta perché stiamo andando a lavorare e magari anche a fare un lavoro che piace, ma ci sentiremo ugualmente in colpa.

Può essere importante fermarsi e provare a chiedersi il significato di quello che si sta provando.

Infatti, il senso di colpa, così come tutte le emozioni, ci da un’informazione: forse ci sta indicando che il carico sulle nostre spalle è troppo alto? Abbiamo bisogno di un po’ di tempo per noi, per riposarci, per prenderci cura di noi stessi?

La trappola del giusto o sbagliato

In un mondo bombardato da continue teorie, giudizi e media, si sente trapelare un messaggio costante sull’essere una madre perfetta e cosa fare e non fare perché il proprio figlio cresca bene, felice e sano.

Queste teorie possono diventare la propria trappola in cui crescono anche le rigide aspettative verso noi stessi. 

Facciamo un esempio: l’allattamento è uno dei temi che scatena il senso di colpa. Non allattare, allattare poco, troppo, a orari, a richiesta, smettere di allattare dopo 3 mesi, dopo 1 anno, dopo 2 anni e così via.

Riconoscere quanto ci sia di mio in questo sentimento, aiuta a sentirsi meno intrappolate.

Penso di dover per forza allattare perché l’ostetrica mi ha detto che è l’alimentazione più sana e completa?
Non posso smettere di allattare perché farei un torto a mia figlia anche se io provo un dolore fortissimo e piango ad ogni poppata?
Penso di dover allattare per forza fino all’anno di età di mio figlio perché l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dice che è fino a quell’età l’alimentazione è complementare e quindi il latte deve esserci?

Chiediamoci cosa ci sia alla base del senso di colpa, se quel timore di fare la cosa sbagliata è attivo, presente e interferente.

L’esperienza è per ognuno individuale.

Possono esserci delle linee guida o delle opinioni di amici/parenti/esperti che, tuttavia, vanno calate su di noi, sul nostro modo di essere, su cosa è importante per ciascuno.

Questo non vuol dire non seguire ciò che è giusto, ma rendere il giusto un aggettivo personale, unico ed individuale.

Come affrontare il senso di colpa?

Seguire i pensieri che l’emozione della colpa scatena, ci porta a soffermarci solo su quello che stiamo togliendo a noi stessi o ai figli.

Tuttavia, potrebbe essere utile cambiare prospettiva e soffermarsi su cosa questa situazione ci sta permettendo: sto offrendo a mio figlio la possibilità di conoscere altri bambini se lo lascio all’asilo oppure di passare dei momenti con una persona diversa da me, che siano i nonni o la baby-sitter.

È bene tenere a mente anche il lato positivo di quello che la situazione ci sta portando a vivere e ricordarsi che non esiste un manuale di istruzioni di cosa sia giusto o sbagliato, ma che ogni esperienza è unica e ha un ruolo fondamentale. 

Quando nasce un bambino, nascono anche una mamma e un papà e si impara solo dalla propria esperienza che include anche sbagli e imprevisti.